Perché non è giusto fermare gli aggiornamenti Huawei da parte di Google

di Gio Tuzzi Commenta

Dalla Cina spiegano perché non è giusto fermare gli aggiornamenti Huawei da parte di Google, con tanto di mozione contro gli Stati Uniti

Huawei P30 Lite
Huawei P30 Lite

Di recente è arrivata un’altra presa di posizione importante per quanto riguarda la questione degli aggiornamenti Huawei, in seguito al ban Google imposto da Trump. A detta dell’azienda cinese, alcuni provvedimenti non hanno nulla a che vedere con la vicenda del 5G. Per questo è stata presentata una mozione contro gli USA.

Qui di seguito possiamo analizzare parte del comunicato ufficiale, in cui non si menzionano esplicitamente gli aggiornamenti Huawei, ma nel quale emerge un riferimento abbastanza chiaro:

“Bandire Huawei dal mercato americano ricorrendo alla scusa della sicurezza informatica “non aiuterà a rendere le reti più sicure. Questi provvedimenti non fanno altro che dare un falso senso di sicurezza, distogliendo l’attenzione dalle vere sfide che dobbiamo affrontare”, ha dichiarato Song Liuping, Chief Law Officer di Huawei. “I politici degli Stati Uniti stanno utilizzando la forza di un’intera nazione per perseguire una società privata”, ha osservato Song. “Questo non è normale. Quasi senza precedenti.”

“Il governo degli Stati Uniti non ha fornito alcuna prova per dimostrare che Huawei è una minaccia per la sicurezza. Non ci sono ‘pistole fumanti’, solo speculazioni”, ha aggiunto Song.

Nell’istanza Huawei sostiene che la Sezione 889 della NDAA del 2019 cita espressamente Huawei e non solo impedisce alle agenzie governative statunitensi di acquistare apparecchiature e servizi Huawei, ma le costringe a non stipulare contratti, concedere sovvenzioni o prestiti a terzi che acquistano attrezzature o servizi Huawei, anche se non vi è alcun impatto o collegamento con il governo degli Stati Uniti”.

Staremo a vedere quale sarà l’evoluzione naturale di questa vicenda e se la situazione relativa agli aggiornamenti Huawei si sbloccherà una volta per tutte anche in Italia.

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