Come analizzare l’eventuale pericolosità del 5G in Italia: situazione a maggio 2020

di Gio Tuzzi Commenta

Un report importante a fine maggio 2020, per comprendere al meglio l'effettiva situazione riguardante il 5G

La Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP) non ha trovato prove che suggeriscano che le tecnologie 5G in Italia e nel resto del mondo rappresentino un rischio per la salute umana, a seguito di uno studio scientifico di sette anni sul campo. Ne ha parlato di recente anche il sito Mobile World Live, con cui ci possiamo fare un’idea più chiara sullo stato dei fatti a maggio 2020.

5G in Italia
5G in Italia

Nessun problema con il 5G in Italia

In un aggiornamento delle linee guida pubblicato nel 1998, l’ente ha dettagliato la ricerca riguardante i telefoni 5G, AM e DAB radio, Wi-Fi, Bluetooth e 3G e 4G. In una dichiarazione, Eric van Rongen, presidente dell’ICNIRP, ha affermato che il risultato più importante dei suoi studi è stato “che le tecnologie 5G non saranno in grado di causare danni quando verranno rispettate queste nuove linee guida”.

Ha aggiunto che i suggerimenti erano più appropriati delle linee guida precedenti, che erano “conservative nella maggior parte dei casi”. L’organismo ha basato la propria guida su relazioni scientifiche preparate per l’Organizzazione mondiale della sanità, la Commissione europea, i gruppi di esperti nazionali e il monitoraggio continuo di nuove ricerche. Insomma, come riporta Bufale.net in queste ore, si tratta assolutamente di uno studio autorevole.

Van Rongen ha affermato che i nuovi principi offrivano “una guida di esposizione migliore e più dettagliata, in particolare per la gamma di frequenza più elevata, superiore a 6 GHz, che è importante per il 5G e le tecnologie future che utilizzano queste frequenze più elevate”. ICNIRP, in sostanza,ha delineato le restrizioni per le frequenze superiori a 6 GHz, che includono la limitazione dell’esposizione a tutto il corpo, una restrizione all’esposizione a piccole sezioni del corpo di meno di sei minuti e una riduzione dell’esposizione massima consentita su una piccola area corporea.

L’associazione dell’industria mobile GSMA ha affermato che le linee guida aggiornate hanno mantenuto “un livello elevato di protezione, con limiti ben al di sotto delle soglie per i rischi stabiliti per tutte le frequenze radio da 2G a 5G”. L’Associazione ha osservato che l’aggiornamento non altererebbe il lancio globale delle reti di prossima generazione, poiché le misurazioni oggi hanno mostrato che “l’esposizione totale da tutti i segnali di comunicazione mobile 5G rimane simile alle reti mobili esistenti e ben al di sotto delle linee guida internazionali di sicurezza aggiornate”. Insomma, tanto rumore per nulla con le tesi complottiste sul 5G in Italia.

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